| fotografie | esigenze tecniche |
da Terre, Lune, Langhe di Danilo Manera
con
Francesco Micca
Lodovico Bordignon
Lucia Giordano
testo
Alessandro Cappai
regia e drammaturgia
Aldo Pasquero
Giuseppe Morrone
Scarica la
scheda dello spettacolo
Storie di destini incrociati, di uomini e donne che dormono sulla collina. E dalle colline scendono per rivelare storie e per poi tornare a riposare in quei luoghi, a stagionare nella memoria.
Tre personaggi, in una stanza chiusa, una candela che segna lo spazio con la sua luce e segna il tempo col suo lento sciogliersi: così nasce una veglia.
Firminio, Franchin Fol, Teresa, il Circo Mele, Ginia, zio Tex, girano le loro storie e i loro passi in quel luogo, in quelle terre, come lune. Le storie, i miti e l'epica accomunano quella gente agli eroi delle favole, ai tarocchi che segnano il destino e che possono far vincere o perdere.
Si sente il rumore dell'acqua del Belbo e delle navi che portavano in Sudamerica.
Si parla di vino e campagna e di guerra.
Si parla di diavolo, masche e di morte.
Si parla di quel tempo tra parentesi che separa dal sonno e dal lavoro, dall'estate e dalla primavera: il tempo del racconto.
Serve restare leggeri e precisi per rendere la storia chiara ed è necessario nominare le cose con parole giuste, al posto giusto.
Le storie raccolte da Danilo Manera, come nella migliore tradizione della veglia, proseguono lungo i crinali, lungo le strade e incontrano altri autori e altri personaggi.